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La fantasia per banda sulla Sonnambula di Bellini - Una breve analisi

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Prima di cominciare con la trattazione diretta dell’argomento in questione, è importante fare alcune considerazioni preliminari.
Il clarinetto è a tutti gli effetti lo strumento ‘principe’ della banda.
Nelle trascrizioni d’opera destinate all’uso bandistico, ai clarinetti sono generalmente
affidate le parti che in orchestra sono dei violini. E più in generale, il ruolo del primo clarinetto in banda è simile a quello del primo violino in orchestra [1].
Tant’è vero che molto spesso gli viene affidato il compito di capobanda artistico, cioè di soggetto ‘curatore’ dell’insieme soprattutto nei momenti in cui la banda suona in assenza del maestro direttore. È caratteristico il classico ‘uno – due’ che egli deve pronunciare, scandendolo con il movimento della mano destra, al momento dello attacco di un brano marciabile.
Proprio l’importanza che ha nella banda la figura del ‘primo clarinetto concertista’ – così si è soliti definirlo per distinguerlo dal ‘primo clarinetto solista’ o ‘di spalla’, occupante il secondo posto nella fila che solitamente si compone di otto clarinetti ripartiti in quattro primi e quattro secondi – ha stimolato molti compositori a scrivere musica originale per clarinetto e banda (un esempio su tutti è Alla czardas di Giovanni Orsomando [2]), ma anche a elaborare delle fantasie composte partendo dai motivi principali di un’opera.
Molte sono le opere trascritte sotto forma di fantasie, per gli organici più disparati e per tanti motivi, non ultimo quello di mettere in risalto la maestria di uno o più strumentisti.
Per quanto concerne il ‘clarinetto e banda’, dei repertori bandistici hanno fatto parte anche le fantasie su I lombardi alla prima crociata (1843) di Giuseppe Verdi e sulla Linda di Chamounix (1842) di Gaetano Donizetti, ma la fantasia sulla Sonnambula (1831) di Vincenzo Bellini è quella che storicamente ha avuto maggiore impatto sul pubblico e, di conseguenza, una superiore tradizione esecutiva.
Di quest’ultima, è certo che la prima versione per clarinetto e orchestra, con relativa riduzione per clarinetto e pianoforte, fu redatta intorno al 1843 da Ernesto Cavallini [3] e pubblicata dall’editore Ricordi. Invece non si sa ancora con precisione chi sia stato il primo a redigere una partitura per banda. E scoprirlo è assai difficile, se non addirittura impossibile. Perché soprattutto nella tradizione del Mezzogiorno d’Italia (dove tra l’altro la banda è stata ed è tuttora più radicata rispetto al Centro e al Nord) quello delle trascrizioni d’opera per uso bandistico, la maggior parte delle quali sono tuttora eseguite con parti e partiture manoscritte, è un argomento molto vasto e articolato. Per giunta queste ultime sono sempre esposte al forte stress derivante dall’uso continuativo e dagli agenti atmosferici (non va dimenticato che le esecuzioni bandistiche si svolgono principalmente all’aperto!), motivo per cui diventano inservibili e vengono distrutte nel giro di pochi anni. È perciò improponibile, almeno in alcuni casi, uno studio dell’argomento basato sulle fonti documentarie dell’epoca.
Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2010 23:38 Leggi tutto...
 

I Massive Attack, i guai del Belpase e il giornalismo trip-hop

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Un artista è inteprete del suo tempo, un giornalista ne è il narratore. Nulla di strano allora se la band che da Bristol ha sconvolto la scena musicale degli anni Novanta, con il suo trip-hop geniale, ora utilizza  l'ormai classica scenografia digitale per sbattere in faccia ai presenti le notizie durante le performance. Notizie di 'ordinario' malaffare italiano. E nel Belpaese gli riesce facile. Poca concorrenza in fatto di notizie.

MASSIVE ATTACK - INERTIA CREEPS

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 19:06 Leggi tutto...
 

Ludovico Einaudi - Nightbook

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ludovico_einaudi_nightbook1. In principio
2. Lady Labyrinth
3. Nightbook
4. Indaco
5.The snow prelude no 15
6. Eros
7. The Crane dance
8. The snow prelude no 2
9. The tower
10. Reverie
11. Bye bye mon amour
12.The planets
13. Solo
14. Berlin song

[Decca - 2009]


Ludovico Einaudi, pianoforte; Federico Mecozzi, violino/chitarra; Mauro Durante, violino/percussioni; Antonello Leofreddi, viola; Marco Decimo, violoncello; Robert Lippok, electronics.

Grande l'attesa (pienamente ricompensata) per "Nightbook", ultima creatura di Ludovico Einaudi, a tre anni di distanza dall'acclamatissimo "Divenire". I fedelissimi non resteranno delusi dalle aspettative perché viene confermata quella fortunatissima cifra stilistica che (ormai da più di un decennio) contraddistingue pressoché ogni uscita discografica del Maestro torinese. Le atmosfere in generale sono molto assorte e sospese come testimonia la traccia di apertura In principio, giocata su piccoli moduli melodici pianistici a cui viene ad aggiungersi un effetto elettronico rarefatto molto delicato. La traccia a nostro avviso più efficace del disco si rivela essere la successiva Lady labyrinth, sfoggio sublime della sensibilità timbrico-strumentale di Einaudi e dell'ensemble 'scomodato' per questa prova: ben riusciti e davvero accattivanti gli interventi del leccese Mauro Durante (qui ai tamburi) e del violoncellista Marco Decimo (già nel precedente Divenire tour).

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Ottobre 2009 13:01 Leggi tutto...
 

Nino Rota (Albatros ensemble) - Improvviso

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1-3. Trio
4-6. Sonata
7. Improvviso 'un diavolo sentimentale'
8. Vecchio carillon
9. Vecchia romanza
10. Il mulino
11. La passeggiata di Puccettino
12. Serenata
13. Pavana
14. La chioccia
15. Il soldatino
16. Allegro veloce
17-19. Sonata per violino e pianoforte
20 Rotafantasy

[Stradivarius - 2008]


Albatros Ensemble: Francesco Parrino, violino; Stefano Parrino, viola; Alessandro Marangoni, piano; Alessia Luise, arpa; Giovanni Crola, flauto.

Probabilmente presso il grande pubblico la fama (meritatissima) di Nino Rota resterà indissolubilmente legata alla composizione di colonne sonore per pellicole che hanno contribuito a fare la storia del cinema italiano ed internazionale: "La dolce vita", "8 e ½", "Amarcord" e "Il Padrino", giusto per citarne alcune. Pochi però sanno che questo ottimo autore fu al centro di un'accesa disputa per stabilire se dovesse essere annoverato oppure no fra i 'grandi' contemporanei: negli anni '50 la critica era in buona parte tesa a dimostrare filiazioni e discendenze artistiche da questo o quel particolare compositore. Il percorso artistico intrapreso da Rota, a dispetto di tali contese, si vedrà realizzato pienamente anche nella sua raffinatissima produzione cameristica tra cui possiamo distinguere la Sonata (del 1936) per flauto ed arpa presente nel cd "Improvviso", regalatoci dall'eccellente compagine di musicisti dell'Albatros Ensemble (un'estensione del trio omonimo), complice una chiave formale squisitamente nitida e brillante: Rota aveva appena 25 anni quando compose la Sonata ma già si evidenziava la sua straordinaria capacità di alternare toni malinconici a situazioni più spensierate.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Ottobre 2009 13:05 Leggi tutto...
 

Nuovo singolo per Treble. Il sutra del cuore pt. 1

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[comunicato stampa]

ESCE IL NUOVO SINGOLO DI TREBLE

Il sutra del cuore pt. 1

Treble – "lu professore", non ha bisogno di nessuna presentazione. Chi non conosce uno storico membro fondatore del sud sound system e grande artista sulla scena reggae? Oggi ci propone questo nuovo lavoro, Il sutra del cuore pt. 1. Un brano basato essenzialmente sulla filosofia buddista e su tutti i suoi insegnamenti per gli uomini. Un cammino che porta l’uomo a se stesso, verso la parte più vera della propria vita, una purificazione del suo essere. Questo è ciò che Treble ci racconta nel brano utilizzando proprio la musica, perché è il linguaggio più naturale che riesce a superare qualsiasi ostacolo e qualunque differenza linguistica, solo lei riesce a dare chiari insegnamenti che arrivano proprio dritti nei nostri cuori.

Il singolo anticipa l’uscita dell’intero album, previsto per dicembre. A realizzare le musiche del brano è un gruppo salentino, gli Insintesi, con l’intento di fondere le sonorità urbane del dub con le melodie del ragga salentino e della musica etnica mediterranea.

Il brano è scaricabile gratuitamente cliccando su uno dei link sottostanti.

www.myspace.com/trebleluprofessore
www.myspace.com/insintesi
www.myspace.com/eliantorecords
Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ufficio stampa: Alessandra Margiotta
www.myspace.com/alexareggae


Ultimo aggiornamento Martedì 27 Ottobre 2009 21:06
 

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Massimo Carrieri - Quadri di un'impressione

Il teatro, la musica per film, le numerose (ed illustri) collaborazioni artistiche, il diploma in Organo e in Composizione, il jazz e il pianoforte. Solo pochi (assolutamente non esaurienti) riferimenti ‘curriculari’ per individuare parte della cifra stilistica di Massimo Carrieri, pianista/compositore di Martina Franca che, nella sua ultima ‘creatura’ in sette tracce per pianoforte solo, “Seven”, ci ‘svela’ parte del suo ricchissimo pensiero musicale.

Oscar Cacciatore: Cominciamo dall’inizio. Ti sei diplomato in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio G. Verdi di Milano e hai poi completato la tua formazione studiando con vari Maestri. Quanto conta (e ha contato) per te la preparazione accademica?

Massimo Carrieri: Penso sia fondamentale avere una solida formazione di base e implementarla negli anni, strutturandola quanto più possibile sotto tutti gli aspetti tecnici, teorici e culturali: un punto di partenza dal quale cercare prima e costruire poi, la propria identità musicale. Lo studio accademico abitua inoltre ad avere disciplina ed un certo rigore, due atteggiamenti indispensabili per raggiungere determinati obiettivi.

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