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Nino Rota (Albatros ensemble) - Improvviso

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1-3. Trio
4-6. Sonata
7. Improvviso 'un diavolo sentimentale'
8. Vecchio carillon
9. Vecchia romanza
10. Il mulino
11. La passeggiata di Puccettino
12. Serenata
13. Pavana
14. La chioccia
15. Il soldatino
16. Allegro veloce
17-19. Sonata per violino e pianoforte
20 Rotafantasy

[Stradivarius - 2008]


Albatros Ensemble: Francesco Parrino, violino; Stefano Parrino, viola; Alessandro Marangoni, piano; Alessia Luise, arpa; Giovanni Crola, flauto.

Probabilmente presso il grande pubblico la fama (meritatissima) di Nino Rota resterà indissolubilmente legata alla composizione di colonne sonore per pellicole che hanno contribuito a fare la storia del cinema italiano ed internazionale: "La dolce vita", "8 e ½", "Amarcord" e "Il Padrino", giusto per citarne alcune. Pochi però sanno che questo ottimo autore fu al centro di un'accesa disputa per stabilire se dovesse essere annoverato oppure no fra i 'grandi' contemporanei: negli anni '50 la critica era in buona parte tesa a dimostrare filiazioni e discendenze artistiche da questo o quel particolare compositore. Il percorso artistico intrapreso da Rota, a dispetto di tali contese, si vedrà realizzato pienamente anche nella sua raffinatissima produzione cameristica tra cui possiamo distinguere la Sonata (del 1936) per flauto ed arpa presente nel cd "Improvviso", regalatoci dall'eccellente compagine di musicisti dell'Albatros Ensemble (un'estensione del trio omonimo), complice una chiave formale squisitamente nitida e brillante: Rota aveva appena 25 anni quando compose la Sonata ma già si evidenziava la sua straordinaria capacità di alternare toni malinconici a situazioni più spensierate.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Ottobre 2009 13:05
 

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Gentile e curioso visitatore,

dopo due anni di pubblicazione della nostra rivista in formato pdf, abbiamo deciso di cambiare pelle. Ci stiamo trasformando in una webzine per fornirti un servizio ancor più accattivante, utile e funzionale, mantenendo salda la nostra linea editoriale, caratterizzata dall'ampiezza del raggio d'azione e dallo stile specialistico ma mai (speriamo) pedante e accademico.

Il sito è quindi in costruzione, giorno per giorno si riempie di contributi, a cominciare da una selezione dei migliori articoli pubblicati negli anni scorsi.

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Ludovico Einaudi - Live anfiteatro romano (Lecce)

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Originale ed elegante il concerto leccese del pianista e compositore torinese Ludovico Einaudi. Lo scorso 29 luglio presso la suggestiva (e capiente) cornice dell’Anfiteatro romano abbiamo assistito ad un’interessante performance del Maestro in veste di solista, eccetto qualche piccolo aiuto esterno ‘elettronico’ (dai fonici al banco mixer) per un paio di interventi su due pezzi da "Divenire", il suo ultimo, acclamatissimo album. Sono le 21.20 quando Einaudi sale sul palco prendendo posto accanto al maestoso gran coda Steinway allestito per l’occasione. Pochi, timidi applausi iniziali e lo spettacolo può finalmente cominciare: dapprima una ‘digressione improvvisativa’ (scopriremo poi che la scaletta non è stata organizzata preventivamente) di circa 4 minuti in cui l’appassionato avrà potuto facilmente distinguere il tema di Canzone popolare ("Le onde").

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 18:34
 

Woodstock - il mito del rock

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Woodstock.
Tra tutti, il festival rock più conosciuto, amato e celebrato della storia.

Già due anni prima il Monterey Pop Festival aveva aperto la stagione dei grandi raduni rock, inaugurando un nuovo modo di vivere la musica. Inoltre, il misconosciuto International Pop Festival di Roma fu il primo in Europa e si tenne nei primi giorni del maggio 1968, con artisti internazionali come Julie Driscoll & the Brian Auger Trinity, Donovan, Ten Years After, Fairport Convention, Captain Beefheart and his Magic Band, Pink Floyd, The Nice, The Soft Machine.

Ma Woodstock superò tutti con la sua energia spaventosa, con il mezzo milione di giovani rotolati nel fango, con una lunghissima serie di esibizioni sconvolgenti.
Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre 2009 15:40
 

A'67, Marcello Colasurdo e Roberto Saviano - TamorrAntiCamorra

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Il gruppo crossover di Scampia A'67.
Il canto di Marcello Colasurdo.
La voce recitante di Roberto Saviano.
TamorrAntiCamorra è uno schiaffo irriverente a chi si crede padrone delle vite altrui.
È la voce dell'arte che si ribella alla camorra con la forza prorompente della Tammuriata.



 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Luglio 2009 15:35
 

Lutte Berg - Il giro del mondo in sei corde

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Dalle lande ampie e solitarie della Svezia al sole bruciante dell'Italia, in cui si è trasferito da quasi vent'anni. Dal tempo largo scandinavo alla frenesia dell'Urbe in cui oggi vive. Lutte Berg è un chitarrista svedese. Ma anche italiano, grazie al padre calabrese. Ma soprattutto Berg è un chitarrista del mondo, la sua musica è un atlante geografico, una galleria fotografica dei Paesi che ha visitato, o anche solo immaginato, e delle persone a cui ha stretto la mano. Il collante di materie così eterogenee è il jazz, la lingua musicale più diffusa al mondo, almeno quello dell'ultimo secolo. Etno-jazz. Impressionista e colorista. Il timbro assume valore oggettivo e dominante, lo spinge a studiare ed elaborare uno stile personale sulla sua chitarra, rincorrendo l'espressività di uno strumento a fiato e della voce umana. L'uso del pedale del volume, della whammy bar e della tecnica del legato vanno in questa direzione. Fra i migliori esponenti della chitarra fretless, didatta e amatore delle musiche popolari, ha collaborato con importanti musicisti come Pino Daniele (in veste di produttore del suo primo album, “Mountains Breath”, 1990), Paul McCandless (fiatista degli Oregon) e Antonello Salis, con i quali ha inciso “Santa Sofia” nel 1993, Javier Girotto e Alessandro Gwis per “Mascarò” (1998), il griot maliano Baba Sissoko (“Djana”, 1999), il bassista barese Pierluigi Balducci (“Niebla”, 2000) e dal 2002 fa parte del gruppo palermitano Agricantus, mentre nella musica leggera ha inciso con Mariella Nava ed Ennio Rega. Nel pianista Gwis ha trovato un partner ideale e a lui si sono affiancati Luca Pirozzi (basso) e Massima Manzi (batteria) per formare l'attuale Lutte Berg Ensemble, con cui dopo “Ensemble” del 2004 sta per pubblicare il suo quinto disco, come il precedente per la Wide Sound, di cui ci ha anticipato il contenuto.


Ultimo aggiornamento Sabato 11 Luglio 2009 13:08
 


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