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Home Dischi Ludovico Einaudi - Divenire

Ludovico Einaudi - Divenire

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01. Uno
02. Divenire
03. Monday
04. Andare
05. Rose
06. Primavera
07. Oltremare
08. L'origine nascosta
09. Fly
10.  Ascolta
11.  Ritornare
12. Svanire


[autoprodotto, 2007]




Uscito il 27 ottobre 2006, “Divenire” è il nuovo album di Ludovico Einaudi edito dalla Decca, etichetta inglese, contenente 12 nuove tracce.
Provate ad immaginare un fiume e coglierete il senso di questa raccolta per pianoforte, archi e note elettroniche. La crescita artistica di Einaudi negli anni è similare ad un corso d’acqua che porta via con sé ciò che incontra al suo passaggio: contaminandosi ‘diverrà’ qualcosa di nuovo. Le idee sonore del compositore torinese hanno mantenuto la propria essenza, nate dalla sorgente minimalista e intimista che ha contraddistinto le pubblicazioni precedenti del nostro autore, ma qui sono trasformate, note e silenzi si aprono nell’accogliere nuove esperienze, miscelandosi agli effetti elettronici. Non è nuovo a queste innovazioni Ludovico Einaudi: a suo tempo interessato nelle combinazioni orchestrali insolite con inserimento di strumenti folklorici in particolare africani, da qualche anno ha cominciato ad apprezzare le nuove realtà elettroniche e informatiche, in linea alle ambizioni artistiche di un artista che trova nelle sperimentazioni le giuste motivazioni per continuare a donare ancora musica raffinata e mai stagnante.
Ultimamente si diverte a giocare con gli interventi elettronici dei fratelli Robert e Ronald Lippok, vale a dire i 2/3 dei berlinesi To Rococo Rot.
L’incursione nell’elettronica è evidente già in Uno, primo brano dell’album: campionamenti in loop ruotano intorno all’ostinato ribattere di una nota di pianoforte in levare, la sequenza armonica ricorda le costruzioni di accordi degli inglesi Radiohead, uno dei gruppi lodati da Ludovico Einaudi e più vicini al suo stile.
La genesi di Divenire, seconda traccia  è notevolmente lunga: la storia incomincia nel 2002 quando compone la suite in 4 movimenti per pianoforte, due arpe e orchestra d'archi “Panorama-Divenire commissionata dal progetto “I suoni delle Dolomiti”, eseguita a 2000 metri di altezza e in parte ispirata al ciclo di tre quadri di Giovanni Segantini “La Vita, la Natura, la Morte”. Dopo essere stata inserita nella colonna sonora di “Ovunque sei” film diretto nel 2006 da Michele Placido, il primo movimento della suite è diventato il brano che da il nome all’album di cui parliamo. Alla staticità del piano corrisponde una celata irrequietezza degli archi, che in pratica preannunciano una svolta melodica, rapidi arpeggi, gli archetti si muovono incalzati, per poi arrestarsi improvvisamente, quando meno te lo aspetti, e riprendere la corsa nuovamente: con il suo ‘suono circolare’ Einaudi rende esplicita ai nostri occhi l’immagine del ciclo vitale, nella consapevolezza che la vita scorre in ogni attimo diversa. L’orchestra è la Royal Liverpool Philharmonic guidata da Robert Ziegler, che sapientemente la dirige anche in Primavera, secondo movimento della suite: inevitabile forse non notare le similitudini stilistiche e tecniche con il III movimento dell’Estate da “Le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi, in particolare nelle vorticose scale ascendenti degli archi. Monday è probabilmente la traccia che più ci ricorda lo stile classico di Einaudi, ma la sua particolarità sta nella sua stessa creazione, assolutamente ‘futurista’: composto davanti ad una webcam, durante uno dei suoi ormai consueti concerti pomeridiani in rete, a cui assistono fan ma anche gente ignara dell’identità del compositore. Einaudi ha lasciato liberi gli spettatori in rete di commentare la composizione estemporanea, come improvvisa è stata la scelta del nome, non altro che il giorno dell’esecuzione on web. Gli altri brani con piano solo sono Oltremare, la traccia più lunga e Ritornare, semplice struttura in due accordi con sviluppi tematici e lunghe pause.Molto particolari sono Fly, in cui Einaudi suona anche la chitarra elettrica e Ascolta, melodia accattivante, che l’ausilio dell’effetto elettronico sembra sospendere in aria, come in assenza di gravità.
In Rose è evidente quella che Einaudi definisce ‘elettronica acustica’: alcuni suoni del pianoforte sono catturati e trasformati, «tutto questo crea una sorta di amplificazione delle voci del pianoforte che accompagna quello che sto suonando». Il terzo movimento della suite del 2002 prende qui il nome Svanire, ultima traccia dell’album: Einaudi eclissa il proprio ruolo di solista per dare spazio al violoncello di Marco Decimo. La musica lentamente svanisce, a rappresentare la fine della vita come l’ultimo tema del trittico di Segantini. Alla base di quest’ultimo lavoro di Ludovico Einaudi c’è quindi immancabilmente una dose minimalista, ma qui viene rafforzata una delle caratteristiche del concetto, ovvero il loop, la reiterazione, che sebbene sia un movimento ciclico, ad ogni suo passaggio non fa altro che progredire verso nuove soluzioni, così come la musica antica, in cui la ripetizione rafforza ed evolve un discorso, incantando chi lo ascolta.


(da Musicaround.net n. 02 - dicembre 2006)





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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 18:12  

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